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  • Immagine del redattoreBarbara Brighenti

RIABILITAZIONE NEUROPSICOLOGICA, STIMOLAZIONE COGNITIVA E TRAINING DI POTENZIAMENTO COGNITIVO


Quando una persona presenta deficit cognitivi, il primo passo è fare un’attenta valutazione neuropsicologica che ci permette di capire il funzionamento cognitivo attuale di quella persona, unitamente a caratteristiche comportamentali ed emotive.

Partendo da quanto emerge dal profilo cognitivo, si potrà concordare con la persona (ed i caregiver) un intervento altamente personalizzato, che tenga conto sia delle criticità presenti ma anche punti di forza.


Come si interviene?

La riabilitazione neuropsicologica è quella branca delle neuroscienze che si occupa della riabilitazione delle persone affette da patologie cerebrali focali o diffuse che determinano la compromissione di una o più funzioni cognitive e/o comportamentali.

Gli interventi nel campo della riabilitazione neuropsicologica si basano sul concetto di neuroplasticità o plasticità cerebrale, ovvero la capacità del cervello di modificare strutturalmente le sue interconnessioni nell'arco di tutta la vita (e non solo in un determinato periodo, come si riteneva in passato).

Esistono principalmente 3 tipi di interventi: riabilitazione neuropsicologica (o cognitiva), stimolazione cognitiva e training di potenziamento cognitivo.

Sono termini che spesso possono essere confusi, tutti e tre si riferiscono ad interventi non farmacologici, ma hanno delle caratteristiche diverse.


RIABILITAZIONE NEUROPSICOLOGICA (O COGNITIVA)

È un tipo di intervento rivolto a persone con lesioni cerebrali acquisite (es. a seguito di trauma cranico o ictus): lo scopo è quello del recupero funzionale delle componenti danneggiate.

Può essere di tipo restitutivo o sostitutivo.

Con gli interventi di tipo restitutivo si cerca di riportare (almeno parzialmente) la prestazione a livello premorboso (prima del danno cerebrale) andando ad agire direttamente sulla funzione danneggiata; con quelli di tipo sostitutivo lo scopo è far leva sulle capacità ancora integre per sviluppare strategie alternative per supportare le funzioni deficitarie.


STIMOLAZIONE COGNITIVA

È un tipo di intervento generalmente rivolto a persone con patologie neurodegenerative (es. Demenza di Alzheimer) che ha lo scopo di attivare (o ri-attivare) le capacità cognitive residue per rallentare il più possibile il declino cognitivo e mantenere il più alto livello possibile di autonomia, agendo anche su aspetti psicosociali.


TRAINING DI POTENZIAMENTO COGNITIVO

È un tipo di intervento mirato su funzioni specifiche con lo scopo di ri-attivare e potenziare una o più funzioni cognitive (memoria, attenzione, ragionamento, funzioni esecutive) per contrastare gli effetti del fisiologico declino cognitivo. Si tratta di training rivolti a persone che non presentano declino cognitivo patologico (legato ad es. a una malattia neurodegenerativa), ma vogliono rimanere attivi e aumentare la consapevolezza rispetto al proprio funzionamento cognitivo.




Bibliografia:

Mazzucchi A. (2012) La riabilitazione neuropsicologica. Premesse teoriche e applicazioni cliniche, Elsevier, Milano.

Prior M., Mazzarollo A., Sartori G. (2012) Psicologia della salute nel trauma cranico. Verso un’integrazione degli interventi. Upsel Domeneghini Editore, Padova.

Borella E., De Beni R., (a cura di) (2015). Psicologia dell'invecchiamento e della longevità-Seconda edizione. Il Mulino.

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